Archive Stories: quando i documenti parlano, la storia si ascolta!

La prima serie podcast tratta dai documenti dell’Archivio Storico e dell’Emeroteca della Fondazione Banco di Napoli.

EPISODIO 4. Numeri e diritti: la lotta delle donne al Banco di Napoli

In questo episodio di Archive Stories, raccontiamo la storia delle prime impiegate del Banco di Napoli: le “signorine” che negli anni ’20 sfidarono i pregiudizi di un mondo costruito per gli uomini. Dalle notizie riportate nei Verbali del Consiglio di Amministrazione emergono le loro battaglie per ottenere un diritto basilare: sposarsi senza perdere il lavoro. Con passione e determinazione, queste donne conquistarono un ruolo cruciale, segnando un’epoca di rivoluzioni silenziose in cui talento e tenacia femminili iniziarono a riscrivere le regole.

I documenti dell’Archivio sono pronti a parlare. Ascoltali, scoprili, vivili.

Ascolta ora il podcast

ASBN, Banco di Napoli, Organi sociali, Verbali del Consiglio di Amministrazione matr. 199, verbale n. 71 del 13 settembre 1907, pp. 2324-2330.

“Il Direttore Generale riferisce che per effetto di collocamenti a riposo, dimissioni e promozioni, vi sono, nel solo personale degli ufficiali e degli alunni, 44 posti disponibili. Ad una parte di queste mancanze si provvede col personale economizzato con la chiusura della Pietà come fu stabilito nella tornata 31 Gennaio 1906. Però il servizio ne soffre e qualche Direttore ha dichiarato che non può il servizio stesso procedere regolarmente. Noi dobbiamo provvedere alle vacanze a mezzo di concorso ed il concorso non potendosi ripetere a brevi intervalli non v’è modo di soddisfare alle giuste domande dei Direttori. Ha creduto quindi necessario e conveniente di interrogare diversi Direttori se alle vacanze si possa ora provvisoriamente provvedere impiegando donne e se ed in qualche misura questo provvedimento potrebbe poi eventualmente assumere carattere stabile. Gli interrogati si sono dimostrati favorevoli, alcuni anzi entusiasti del provvedimento. E dalle notizie raccolte risulta che le grandi e le piccole Banche anche da noi ricorrono largamente all’opera delle donne. Il Credito Italiano a Milano ne ha 55 e così altre. Il provvedimento è propugnato per ragioni di economia e per ragioni di servizio. Vi sono infinite funzioni d’ordine che sono meglio disimpegnate da donne e per le quali ora sono adibiti impiegati che reclutiamo con seri concorsi: l’adibirlo subito a funzioni d’ordine li disamora dal servizio. Lo impiego delle donne conferirà, secondo i Direttori, a dare maggiore ordine agli uffici. Esso tornerà anche utile per rispetto alle pensioni il cui carico ora grava di troppo pel nostro bilancio. Ricorda che fra stipendi e pensioni spendiamo il 28% degli utili ed il 44% della spesa totale è costituita dalle pensioni e dagli stipendi. Né l’impiego delle donne tornerebbe a danno degli impiegati in pianta, poiché sarebbe l’ultima categoria quella che verrebbe ridotta; anzi, con una larga applicazione dell’impiego stesso, il Banco si potrebbe avviare sulla strada di elevare lo stipendio iniziale della carriera che è ora di lire 1.500. Certamente non da per tutto si potrebbe ricorrere all’opera delle donne, e ciò non pare possibile in gran parte del mezzodì. Il Direttore Generale informa in conseguenza che, per provvedere alle lamentate vacanze il personale, [h]a autorizzato alcuni Direttori ad assumere senza impegno, donne in servizio. Con questo mezzo si avrà modo di fare un esperimento che potrà servire di guida per altri provvedimenti, occorrendo, di carattere definitivo. Così sapremo quali funzioni potranno stabilmente ed utilmente essere affidate alle donne. I Direttori, richiesti, ne hanno già fatto una enumerazione, ma l’esperienza insegnerà meglio. Finora l’ammissione è stata fatta in numero di 24 e cioè 4 a Milano, 2 a Venezia, 6 a Napoli, 2 presso la Ragioneria Generale, con assegni variabili dalle 60 alle 75 lire; in complesso lire 830 il mese. I posti vuoti sono 29; ne rimangono ancora 15 che però difficilmente potranno provvedersi con donne. Lo stipendio minimo mensile dell’impiegato è di 110; 14 impiegati a lire 110 costerebbero mensilmente lire 1.540, donde, con lo impiego delle donne una economia di 650 il mese e di lire 7.800 all’anno e senza il carico delle pensioni. Questo si rileva anche per giustificare il provvedimento dal punto di vista del bilancio. I Consiglieri Galvo e Rossi chiedono alcuni chiarimenti in merito. Il Consigliere De Filippis raccomanda che, nello assegnare le donne nei vari uffici, sieno determinate con norme speciali le funzioni da affidarsi loro per evitare eventuali responsabilità di ordine amministrativo e contabile, anche in considerazione che le garentie richieste per la nomina degli impiegati del Banco non si [h]anno nell’assunzione in servizio delle donne. Il Direttore Generale ripete che già abbiamo tali indicazioni, ma, siccome l’assunzione delle donne in servizio è fatta in via di esperimento, trarremo norma dai risultati di esso per disciplinare il servizio. Non pare il caso di parlare di garenzie e di responsabilità, le quali riguardano i capi, e d’altronde non si pone innanzi questa eccezione per gli straordinari assunti. Il Consiglio ne prende atto.”

Bibliografia
ASBN, Banco di Napoli, Servizio Personale, pos. 12, Dipendenza Donnaregina, cartella 4 bis, lettere anonime;
ASBN, Banco di Napoli, Servizio Personale, pos. 12, Direzione Miraglia, cartella 4 bis;
L. De Rosa, Storia del Banco di Napoli, a cura della Direzione Generale in occasione del VI centenario, Volume III, tomo III, Napoli 1992;
F. Di Vaio, L’istruzione tecnica a Napoli dall’Unità alla legislazione giolittiana, Napoli 2014;
F. Di Vaio, Mostra sulle scuole storiche napoletane, Archivio di Stato di Napoli, Napoli 2014;
G. Fusco, Agitazioni “nouveau style”. Le signorine del Banco di Napoli vogliono prendere marito, in Giornale della Sera, 11-12 febbraio 1921;
U. Mendia, Per una storia del Banco di Napoli al femminile. La rivolta delle “signorine” nel 1921, in “Quaderni dell’Archivio Storico”, Istituto Banco di Napoli, Napoli 1998;
L. Savelli, Il lavoro femminile: lo sviluppo economico in Italia, Firenze 2009

Credits:
Testi: Nunzia Sarnelli
Ricerca storica: Benedetta Castronuovo
Interpreti LIS: Franca Loffredo e Franchina Maria Lucia
Voce: Michele Buonocore
Musica: Rossano Gentili
Riprese ed editing: Debora Sacco
Grafica: Annalisa Giusti

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