CALL FOR PAPERS COLLANA «DOCUMENTO / MONUMENTO» (VOLUME VII) Guida Editori
CALL FOR PAPERS
COLLANA «DOCUMENTO / MONUMENTO» (VOLUME VII) Guida Editori
Le vie della seta a Napoli (1477-2027)
Direzione, Ideazione e Cura: Prof.ssa Bianca Stranieri Apertura dei Termini: 19 Ottobre 2026
Termine Consegna Abstract: 8 Novembre 2026
Premessa e Obiettivi Scientifici
In occasione del 550° anniversario dell’introduzione della Nobile Arte della Seta a Napoli, istituita nel 1477 per impulso del re Ferrante d’Aragona, la Collana Documento / Monumento promuove la selezione di contributi per il suo Settimo Volume, in uscita a Gennaio 2027.
Questo volume intende scardinare la marginalizzazione storiografica della storia del tessuto, dimostrando come il “filo di seta” sia stata la struttura economica portante che ha finanziato la bellezza monumentale di Napoli sin dall’epoca del regno aragonese. Coerentemente con la metodologia della collana, i contributi non dovranno vertere sulla storia del tessuto in senso astratto, ma sviluppare obbligatoriamente il binomio inscindibile:
FONTE D’ARCHIVIO (Documento)\ EVIDENZA MONUMENTALE VISIBILE AL TURISTA
I saggi dovranno tassativamente ancorare la fonte storica (cartacea, documentale) a un luogo, a un itinerario, a un soggetto (protagonista) o a un oggetto tangibile che lo evochi, tracciando un percorso reale attraverso una rete di musei diffusi e monumenti cittadini.
Assi Tematici Guidati
In conformità con le delibere del Comitato Scientifico volte a garantire la massima linearità del bando pubblico ed evitare fraintendimenti interpretativi, si sollecitano proposte di ricerca inedite e multidisciplinari articolate esclusivamente sui seguenti titoli tematici:
Aristocrazie e Capitali della Seta
Il Bando del 1573 e la Manifattura Napoletana (pubblicato in pdf allegato) Topografia Urbana delle Ottine
Welfare Corporativo e Spazi del Controllo Abiti, arazzi, paramenti sacri e tessuti L’Utopia Sociale e Industriale di San Leucio
Modalità di Sottomissione e Scadenze Tassative
I candidati dovranno far pervenire le proprie proposte rispettando rigorosamente la seguente tempistica e le specifiche tecniche indicate:
- Entro il 9 Novembre 2026 (Invio Abstract): Consegna di un abstract (max 1000 battute) che espliciti chiaramente le fonti d’archivio indagate e, a pena di esclusione, l’esatta indicazione dei luoghi fisici e dei monumenti visibili legati al saggio. Questo dato è imprescindibile per consentire l’immediato avvio della campagna fotografica ufficiale della collana sui siti.
- Entro il 27 Dicembre 2026 (Invio Saggi): Consegna del contributo definitivo (max 4900 battute, spazi e bibliografia inclusi), redatto secondo i criteri editoriali della collana, per l’immediato invio al processo di peer review.
Canali di Invio e Divulgazione
Le proposte vanno inviate in formato PDF alla Direzione della Collana al seguente indirizzo email di riferimento:documentomonumento@gmail.com
Oggetto dell’email: “Candidatura Call for Papers Volume VII – Documento Monumento – [Nome Autore]”
La presente Call è pubblicata ufficialmente sul sito istituzionale della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e sul portale web della Fondazione Banco di Napoli.
PARTE 2: NOTA METODOLOGICA ED ESPLICATIVA DI ACCOMPAGNAMENTO
La collana editoriale «DOCUMENTO / MONUMENTO» — C’ARTE IN FOTOGRAFIA si fonda sulla stretta sinergia interpretativa tra fonti d’archivio e patrimonio materiale. I testi definitivi (max 4900 battute) dovranno configurarsi come una vera e propria “schedatura storico-monumentale”, composta da due parti strutturali:
- La Trascrizione della Fonte: Una risorsa documentaria d’archivio (cartacea, proveniente da fondi documentali o fondo fotografico storico), edita o inedita.
- Il Commento Critico-Monumentale: L’ancoraggio del documento a un luogo, a un itinerario o a un oggetto tangibile che lo evochi, traducendo il dato d’archivio in un percorso topografico reale, visibile ed esperibile dal visitatore contemporaneo.
Integrazione con la Campagna Fotografica
La peculiarità della collana risiede nella sua immediata traduzione visiva. L’indicazione dei monumenti nell’abstract (richiesta a pena di esclusione) permetterà ai fotografi dell’edizione di censire e documentare visivamente i luoghi trattati durante la stesura del saggio, integrando l’apparato iconografico del volume in perfetta simbiosi con la narrazione scientifica.
Esempio Metodologico di Riferimento
(Tratto dal modello di schedatura d’archivio storico-monumentale della Collana)
La Cappella Fenaroli in Sant’Anna dei Lombardi
Il Documento: “Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli, Banco dello Spirito Santo,
- m. 78, partita di 27 ducati estinta il 23 novembre 1612: A Giuseppe Frassoni ducati 27 et per lui come essecutore del Testamento del quondam Alfonso Fenarolo a mastro Battista Pellegrino e mastro Martino Rosso disse se li pagano a compimento di ducati 457 […] e sono per la misura di una cancellata d’ottone che hanno fatta alla Cappella del detto Finarolo nella Chiesa di Sant’Anna de Lombardi, cioè per l’ottone laurato libre 1403 a grana 32 la libra così stabilito dal signor Ingegnero Giulio Cesare Fontana e mastro de Campo Lodovico Botta compresovi ducati 8 per il piombo ha servito per impiombare li detti ottoni lavorati et la detta cancellata si è fatta in essecuizone del legato del detto Fenarolo […]; ivi, giornale di cassa, matricola 81, partita di 80 ducati estinta il 2 febbraio 1613…”
Nel 1607 il mercante bresciano Alfonso Fenaroli ottenne in con- cessione una cappella nella chiesa napoletana della sua Natione, Sant’Anna dei Lombardi, la “terza […] a man manca nell’entra- re della porta grande”. Ai lavori per la sua decorazione si pose mano a partire dal 1608 come attesta il pagamento, reso noto già da Eduardo Nappi, emesso in novembre dal Fenaroli a favore del marmoraio Cristoforo Monterosso, suo connazionale, “in conto d’una cappella li fa in Sant’Anna di Lombardi”. In quel periodo un altro noto artista lombardo, Michelangelo Merisi da Caravaggio, era a Napoli per il suo secondo soggiorno, e potrebbe risalire a questo tempo la commissione al pittore da parte del mercante di tre quadri per la sua cappella, di cui una Resurrezione per l’alta- re, in cui il Cristo, stando alla descrizione di Carlo Celano, “salta dal sepolcro … e par ch’esca dal quadro”, un San Francesco e un San Giovanni per i laterali. Di questi dipinti purtroppo si ha no- tizia esclusivamente attraverso le fonti, essendo andati dispersi o distrutti in seguito al crollo di questo sacello e dell’intera chiesa causato dal terremoto del 26 luglio 1805. Attraverso i documenti dell’Archivio Storico del Banco di Napoli è 34 tuttavia possibile tornare su questo interessante episodio di com- mittenza artistica che si muove, appunto, intorno a Caravaggio. Da essi si apprende che la cappella Fenaroli venne inaugurata sol- tanto dopo la morte del suo titolare nella Pasqua del 1613, giorno della ‘resurrezione’ a cui l’altare era dedicato. Nel giugno del 1612 infatti Fenaroli morì, e da quel momento in poi l’esecuzione delle sue volontà fu affidata a Giuseppe Frassoni, il ‘pagatore’ ut supra, e ad altri tre membri della Natione Lombarda a Napoli, i quali si occuparono anche del completamento della sua cappella. Alla fine del 1612 veniva apposta in essa il cancello di ottone, paga- to ai fabbri Pellegrino e Rosso in conformità alle misure stabilite dall’ingegnere maggiore del Regno Giulio Cesare Fontana e dal maestro di campo Ludovico Botta (chiamato in causa come cu- ratore del testamento e forsanche per il controllo sul prezzo del piombo, il cui monopolio era militare): da questa informazione si può ipotizzare che il progetto del monumento spettasse al Fonta- na, appartenente anch’egli – ça va sans dire! – alla stessa comuni- tà per le sue origini ticinesi. Ai lavori di decorazione marmorea, attestati già dall’intervento del Monterosso, si attese tra il 1612 e 1613 con la partecipazione anche del fiorentino Giacomo Lazari per l’impresa del paliotto d’altare e della balaustra in commesso marmoreo. Non si tratta dell’unico lavoro svolto insieme dai due marmorari: la Cappella Carafa nella chiesa all’Annunziata, a cui essi posero mano circa un decennio dopo, può offrire un’idea di come potesse apparire, all’epoca, la cappella perduta.
Sabrina Iorio
Bibliografia: Aversano 1626, p. 61; Pasculli, Nappi 1983, p. 325; Pacelli 2002, pp. 74-75; Iorio 2015, p. 97; Porzio 2019,
- 28, 33; Terzaghi 2019, pp. 51-52.
Si comunica che, al fine di agevolare il lavoro dei proponenti e offrire un solido orientamento metodologico, viene allegato alla presente Call il PDF del volume monografico “La Nobile Arte della Seta a Napoli” scritto dalla Prof.ssa Bianca Stranieri. All’interno del testo e nella ricca appendice documentaria sarà possibile rintracciare numerosi e preziosi spunti di ricerca, trascrizioni di fonti d’archivio e riferimenti monumentali utili alla strutturazione degli abstract e alla scelta dei beni da opzionare.
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