Napoli e Andong: due mondi, un’unica memoria che vive nel presente
Entrambe condividono un valore profondo: la capacità di far convivere passato e presente, custodendo con orgoglio le proprie radici culturali e rendendole vive nella contemporaneità.
Un filo immaginario ma concreto lega queste due città: è rappresentato proprio dalla Fondazione Banco di Napoli, custode del più grande patrimonio archivistico bancario esistente al mondo.
Come il Villaggio Folk di Hahoe ad Andong, simbolo UNESCO della tradizione coreana, anche l’Archivio Storico del Banco di Napoli è stato inserito nel 2023 nel Registro della Memoria del Mondo UNESCO, unico sito nel Sud Italia ad aver ricevuto questo riconoscimento.
I Sillok, annali della dinastia Joseon (1392–1863), documentano ogni aspetto della vita coreana: politica, economia, scienza, religione, arte.
Allo stesso modo, i documenti conservati nel nostro Archivio – dal 1500 al 1991 – raccontano la storia sociale, economica, culturale e artistica del Mezzogiorno d’Italia, includendo anche rapporti commerciali con nazioni europee.
Entrambe le istituzioni – l’Istituto di Studi Coreani e la Fondazione Banco di Napoli – lavorano quotidianamente per digitalizzare e rendere accessibile questo immenso patrimonio: perché la memoria non resti chiusa in un cassetto, ma diventi patrimonio vivo, fruibile da tutti.
L’incontro con la delegazione coreana e il direttore della Fondazione, Ciro Castaldo, esprime ancora una volta quanto cultura, turismo, arte, artigianato, musica e gastronomia siano i grandi punti di incontro tra le nostre comunità. La nostra missione è chiara: trasformare i documenti antichi in testimoni attivi della nostra storia, utili a costruire un presente consapevole e un futuro condiviso.
