{"id":12827,"date":"2023-11-30T09:16:47","date_gmt":"2023-11-30T09:16:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/?page_id=12827"},"modified":"2023-12-01T10:29:37","modified_gmt":"2023-12-01T10:29:37","slug":"maria-callas-100-anni-del-mito","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/maria-callas-100-anni-del-mito\/","title":{"rendered":"MARIA CALLAS. 100 ANNI DEL MITO"},"content":{"rendered":"[vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Il 2 dicembre si celebrano i 100 anni dalla nascita della Divina, cantante e attrice ineguagliata, che con le sue interpretazioni ha cambiato il volto dell\u2019opera, riportando sul palcoscenico il dramma, riconciliando la recitazione al bel canto, restituendo il pathos all\u2019esibizione e riportando l\u2019opera alle sue origini. Maria Callas ha contributo con la sua arte alla riscoperta del repertorio lirico italiano del primo Ottocento, riproponendo col suo timbro unico le opere di Bellini, Donizzetti, Verdi, Ponchielli e Puccini, e distinguendosi per l\u2019appassionato impegno interpretativo nel dare vita ad un personaggio.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/1.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Epoca<\/em>, 28 settembre 1977<\/span><\/div>\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Nasce a Manhattan il 2 dicembre 1923 dalla famiglia di emigrati greci Kalogeropoulos, cognome poi abbreviato e semplificato in Callas. All\u2019et\u00e0 di 13 anni, in seguito alla separazione dei genitori, si trasferisce ad Atene con la sorella e la madre; l\u00ec per volont\u00e0 di quest\u2019ultima comincia a frequentare il conservatorio sotto la guida di Madame Elvira de Hidalgo, che la porta ben presto ad essere scritturata dalla neonata Opera Nazionale Greca di Atene.\r\nAl termine della Seconda Guerra Mondiale, Maria s\u2019imbarca su un piroscafo e torna a New York dall\u2019amatissimo padre. Nonostante il grande successo in patria, in America \u00e8 pressoch\u00e9 sconosciuta, e il provino al Metropolitan Opera non ha l\u2019esito sperato; si mantiene, perci\u00f2, cantando in locali frequentati da italiani e facendo la babysitter. Caso vuole che il padre di uno dei bambini che accudisce sia un musicista amico del direttore d\u2019orchestra Arturo Toscanini.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/2.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Corriere della Sera<\/em>, 6 luglio 1965<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Grazie a questa conoscenza Maria ottiene la sua prima parte da protagonista e, il 2 agosto del 1947, \u00e8 ingaggiata in Italia, a Verona, per la rappresentazione de La Gioconda di Amilcare Ponchielli con il pi\u00f9 famoso direttore d\u2019orchestra dell\u2019epoca, Tullio Serafin.\r\nL\u2019incontro \u00e8 per Maria estremamente importante: il maestro comprende le sue potenzialit\u00e0, la sua musicalit\u00e0, il suo talento, studia la sua \u201cvociaccia\u201d &#8211; cos\u00ec da lui definita &#8211; e il modo di valorizzarla.\r\nQuesto momento rappresenta il punto di svolta per la sua carriera, l\u2019evento da cui comincia a modellarsi il mito della Callas e che la porter\u00e0 a guadagnarsi l\u2019appellativo di Divina.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/3.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Corriere della Sera<\/em>, 3 agosto 1947<\/span><\/div>\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">La vicenda determina anche l\u2019incontro con il ricco industriale Battista Meneghini, suo futuro marito e manager, che comincia frequentare in questo periodo.\r\nDopo essere stata a Roma su invito di Serafin per imparare la parte di Isotta in vista di un\u2019esibizione al Teatro La Fenice di Venezia, il debutto di Maria nella capitale avviene soltanto nel luglio del 1948: la sua partecipazione alla Turandot di Puccini, tenutasi nella suggestiva cornice delle Terme di Caracalla, sorprende piacevolmente la critica, impressionata dall\u2019agilit\u00e0 e dalla resistenza delle sue capacit\u00e0 canore<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/4.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Tempo<\/em>, 7 luglio 1948<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Dopo il grande successo di Verona era inevitabile che fosse di l\u00ec a poco invitata a esibirsi nel Teatro dell\u2019Opera pi\u00f9 importante della nazione, la Scala di Milano. In seguito a un altro trionfo al Teatro La Fenice di Venezia, dove Maria in soli quattro giorni impara ed esegue la parte principale ne I puritani, e dopo le pressioni di Meneghini, il direttore Ghiringhelli non pu\u00f2 pi\u00f9 ignorarla: nel dicembre del 1951 la Callas si esibisce ne I Vespri Siciliani di Verdi, nel ruolo della duchessa Elena. In occasione dei 50 anni dalla morte del grande compositore, all\u2019inizio dello stesso anno, Maria il 25 gennaio recita al Teatro San Carlo di Napoli nel Trovatore assieme a Giacomo Lauri Volpi, Italo Taio, Cloe Elmo e Paolo Silveri. Da qui cominciano gli anni pi\u00f9 fulgidi per la cantante, che in questo periodo stringe amicizia con Luchino Visconti: egli s\u2019interessa alla figura di Maria, ispirandola e plasmandola nella recitazione quanto Serafin era riuscito a fare nel canto<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/5.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Mattino<\/em>, 26 gennaio 1951<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019innegabile talento non risparmia Maria da critiche maligne che la pungolano aspramente sul suo aspetto fisico. I commenti spietati sono per lei causa di sofferenza, tanto da indurla alla conduzione di una dieta ferrea e a portarla, tra il 1952 e il 1954, a un dimagrimento di circa 36 chili. Traccia dei suoi mutamenti \u00e8 riportata da Maria stessa nei calendari delle sue esibizioni, in cui appunta il suo peso accanto al nome dell\u2019opera. Quella che \u00e8 stata chiamata la \u201ctrasformazione di Callas\u201d, ha un influsso travolgente non solo sulla sua immagine e sul suo abbigliamento, ma soprattutto nelle sue esibizioni: i movimenti pi\u00f9 fluidi e la gestualit\u00e0 marcata le permettono di integrare perfettamente canto e recitazione.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/6.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Tempo<\/em>, 5 gennaio 1958<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Il 2 gennaio 1958, in occasione dell\u2019inaugurazione della stagione del Teatro dell\u2019Opera di Roma, sale alla ribalta per uno spettacolo interrotto. Il soprano, nel ruolo di protagonista della Norma di Bellini, si rifiuta di proseguire l\u2019esecuzione alla fine del primo atto, che si conclude con un grido proveniente dal loggione: \u201cTornatene a Milano!\u201d\r\nPer l\u2019occasione era presente un parterre di uomini politici, diplomatici e di stelle del cinema: il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, il Ministro della Difesa Giulio Andreotti, le attrici Gina Lollobrigida e Anna Magnani, il pittore Giorgio de Chirico, la giornalista del New York Times Elsa Maxwell, tutti, in attesa della risoluzione di un problema tecnico, aspettano invano per oltre tre quarti d\u2019ora la ripresa dell\u2019opera, che non avr\u00e0 luogo.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/7jpg.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Tempo<\/em>, 3 gennaio 1958<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019opinione pubblica, molto pungente, insinua che la cantante sia stata preda di un capriccio, derivante da contrasti con il direttore d\u2019orchestra. Nasce in questi anni, insieme alle voci della presunta rivalit\u00e0 con la cantante scaligera Renata Tebaldi, la leggenda della Callas primadonna e diva irritabile. In realt\u00e0, la Callas desiderava che durante le sue esibizioni si creasse una giusta alchimia che desse vita ad uno spettacolo di grande livello; voleva essere in grado di garantire un\u2019esecuzione perfetta, per non deludere il pubblico, ma soprattutto per non deludere s\u00e9 stessa. Il calo di voce del 2 gennaio, alla fine del primo atto, provoc\u00f2 l\u2019interruzione dell\u2019opera: il Teatro, nella speranza che l\u2019artista potesse continuare la performance, temporeggi\u00f2 per oltre tre quarti d\u2019ora giustificando l\u2019attesa con il verificarsi di un problema tecnico. Tutto ci\u00f2 non fece altro che rendere la situazione ancora pi\u00f9 critica.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/8.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Mattino<\/em>, 4 gennaio 1958<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019accaduto ha un\u2019eco clamorosa: a testimonianza di ci\u00f2 articoli e notizie delle testate giornalistiche riempiono le prime pagine dei principali quotidiani del mondo per oltre una settimana.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019infelice vicenda rischia persino di diventare un caso politico: si minaccia un\u2019azione giudiziaria che fortunatamente non ha seguito. Maria cerca di ritornare ad esibirsi al Teatro dell\u2019Opera qualche giorno pi\u00f9 tardi, ma il suo ruolo \u00e8 gi\u00e0 stato assegnato al soprano Anita Cerquetti, che debutta due giorni dopo l\u2019increscioso incidente.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/9.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Tempo<\/em>, 8 gennaio 1958<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Dopo la bruciante esperienza romana di gennaio, l\u2019anno 1958 si chiude per Maria Callas in un modo piacevolmente inaspettato. Al Palais Garnier, oggi Teatro dell\u2019Op\u00e8ra di Parigi, il 19 dicembre compie il suo esordio francese in occasione de La Grande Notte dell\u2019Opera, trasmessa in Eurovisione in 12 paesi.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Ad assistere al concerto c\u2019\u00e8 anche il Presidente della Repubblica Francese Ren\u00e8 Coty, Charlie Chaplin, Brigitte Bardot, il Duca e la Duchessa di Windsor; Maria, dopo tanti anni di carriera e successi, si esibisce, in un sontuoso abito rosso e una parure di diamanti, proponendo al pubblico i suoi cavalli di battaglia: la <em>Norma<\/em>, il <em>Trovatore<\/em> e il <em>Barbiere di Siviglia<\/em>.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/10.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Le Monde<\/em>, 18 dicembre 1958 &#8211; <em>Corriere della Sera<\/em>, 20 dicembre 1958<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019esibizione \u00e8 un tale successo da investire l\u2019intera citt\u00e0. Alla fine dello spettacolo il camerino si riempie di persone che vogliono renderle omaggio. Tra queste un facoltoso magnate greco, Aristotele Onassis, che aveva gi\u00e0, due anni prima, incontrato fuggevolmente la cantante a Venezia in occasione di un ricevimento organizzato dalla giornalista Elsa Maxwell.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">L\u2019estate seguente, nel luglio del 1959, Onassis invita Maria e il marito sul suo panfilo <em>Christina <\/em>per una crociera in Grecia, in compagnia di personalit\u00e0 del gotha tra cui Winston Churchill e i Principi di Monaco. Ad accomunare Maria e Aristotele la loro nazionalit\u00e0 greca, l\u2019umile origine, l\u2019attrazione per il jet set.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Tra i due nasce una passione travolgente, un incontro fatale che segner\u00e0 in modo incontrovertibile la vita della cantante lirica, da quel momento in poi in balia del forte sentimento riposto nelle mani della persona sbagliata.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/11.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Epoca<\/em>, 22 settembre 1968<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<p style=\"text-align: justify;\">A settembre dello stesso anno il tribunale di Brescia sancisce il primo atto della separazione tra Maria Callas e Battista Meneghini. A nulla valgono i tentativi di riconciliazione avanzati dal marito: la cantante ha preso la sua decisione. Per Maria, che fino a quel momento aveva dato sempre priorit\u00e0 alla carriera, le attenzioni dell\u2019armatore greco si presentano come un sogno. Oltre alla passione s\u2019illude di poter trovare in lui il conforto, l\u2019affetto e l\u2019appoggio che le erano mancati nella sua adolescenza, e che l\u2019avevano portata anni prima a rifugiarsi nella relazione con Meneghini, di 30 anni pi\u00f9 grande di lei. Complici di tale fragilit\u00e0 anche i primi segni di cedimento vocale, che la fanno gradualmente allontanare dalle scene, celando lo sconforto dietro un ripudio del mondo lirico, ormai corrotto.<\/p>\r\n\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/12.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Corriere della Sera<\/em>, 15 novembre 1959<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Sarebbe difficile, se non impossibile, elencare ogni spettacolo offerto dal mitico soprano.\u00a0 Tra questi, tuttavia, va annoverata la magnifica rappresentazione della <em>Tosca<\/em> di Puccini con Renato Cioni e Tito Gobbi tenutasi al Covent Garden di Londra il 21 gennaio 1964, in una produzione diretta dall\u2019amico Franco Zeffirelli.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">La sua voce non \u00e8 pi\u00f9 al massimo delle sue potenzialit\u00e0, ma l\u2019incontro con Onassis le ha dato una nuova comprensione del ruolo di Floria Tosca, una cantante d\u2019opera che rischia tutto per amore.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">La notte prima della premi\u00e8re Aristotele le dice che non potr\u00e0 venire a vederla; il giorno dopo, quando si sveglia, Maria ha perso la voce. La riacquista soltanto quando l\u2019amato le conferma la sua presenza, e d\u00e0 vita a un\u2019interpretazione incredibile: decide di dare il massimo, consapevole che non interpreter\u00e0 pi\u00f9 un ruolo drammatico di tale calibro.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/13.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Corriere della Sera<\/em>, 22 gennaio 1964<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Onassis, definito dalla cronaca dell\u2019epoca un \u201ccollezionista di donne celebri\u201d, purtroppo non fa che ingannarla e tradirla, promettendole per anni un figlio, che verr\u00e0 e scomparir\u00e0 prematuramente in segreto, e un matrimonio che non avverr\u00e0 mai. Dieci anni di amore tumultuoso che giungono al termine il 18 ottobre del 1968, con il clamoroso annuncio delle imminenti nozze dell\u2019armatore greco con Jaqueline Bouvier Kennedy.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">La conoscenza tra i due risaliva a qualche anno prima, e gi\u00e0 nel 1963 si parla di una discussa crociera della first lady americana sul <em>Christina<\/em>. Quello stesso anno, durante l\u2019attentato a Dallas avvenuto il 22 novembre 1963, precisamente 60 anni fa, Jackie rimane vedova di John Fitzgerald Kennedy. Resta vicina alla famiglia del defunto marito per diversi anni e appoggia la campagna politica del fratello di John, Robert, ma quando anche quest\u2019ultimo nel 1968 viene assassinato decide di lasciare gli Stati Uniti e solo pochi mesi dopo convola a nuove nozze con Aristotele Onassis.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/14.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Corriere della Sera<\/em>, 23 novembre 1963<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Il 20 ottobre 1968 la sfarzosa funzione si svolge a Skorpios, in Grecia, l\u2019isola privata di Onassis, alla presenza di uno stuolo di fotografi appostati in ogni angolo ad immortalare l\u2019avvenimento. La notizia del matrimonio, che si riveler\u00e0 poi infelice, arriva all\u2019attenzione di Maria soltanto attraverso i giornali: per lei \u00e8 un colpo durissimo e inaspettato. In segreto, di l\u00ec a poco, viene ricoverata in un ospedale di Parigi per un\u2019eccessiva assunzione di psicofarmaci, dopodich\u00e9 si isola per giorni nella sua abitazione e si nega alla presenza di Aristotele quando lui prova a raggiungerla.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutto, l\u2019armatore rester\u00e0 sempre la sua ossessione, il suo cruccio e il dolore pi\u00f9 grande della sua vita, e la render\u00e0 ancor pi\u00f9 vicina alle protagoniste degli struggenti drammi alle quali ha prestato per anni sul palcoscenico corpo e voce.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/15.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Mattino<\/em>, 21 0ttobre 1968<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Un momento significativo per la catarsi della sofferenza attraversata, le si presenta di l\u00ec a poco, con la proposta di Pier Paolo Pasolini di prestarsi per il ruolo di Medea, in una riproposizione della tragedia greca di Euripide. Il regista appartiene a una realt\u00e0 ben diversa da quella cui era abituata la Callas, opposta alla vita mondana di cui ormai la cantante fa parte, figura di spicco dei rotocalchi per le proprie vicende personali.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Dopo un lungo periodo d\u2019inattivit\u00e0 nel 1969 Maria Callas vola in Turchia per mettere in scena un personaggio nella cui storia il suo destino l\u2019ha gi\u00e0 catapultata, cercando di far emergere ancor di pi\u00f9 il suo talento attoriale e sfruttando il vantaggio del movimento della camera da presa e dei primi piani.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/16.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Epoca<\/em>, 29 giugno 1969<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">La pellicola debutta nei cinema il 29 dicembre del 1969. La critica ne parla in modo entusiasta ma l\u2019accoglienza del pubblico \u00e8 fredda. La Medea cinematografica non regge il confronto con quella che gli spettatori sono abituati a vedere sul palcoscenico: senza musica e la grinta derivante dal canto, la figura della maga pasoliniana impallidisce davanti al fascino e al potere che suscitava il personaggio lirico<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/17.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Corriere della Sera<\/em>, 30 dicembre 1969<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">A sorpresa, nel 1973, dopo 9 anni di assenza dai teatri, Maria Callas torna sul palcoscenico ed inaugura una nuova serie di concerti in tutto il mondo accompagnata dal tenore Giuseppe di Stefano, con il quale intraprender\u00e0 una segreta relazione amorosa. Nonostante l\u2019entusiasmo del pubblico, la tourn\u00e9e non si rivela il successo sperato, soprattutto da parte della critica; l\u2019esperienza, sia professionale sia sentimentale, si chiude a Sapporo, in Giappone, l\u201911 novembre del 1974.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Quel concerto sar\u00e0 anche la sua ultima esibizione in pubblico.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/18.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Epoca<\/em>, 4 novembre 1973<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Il 15 marzo del 1975 a Parigi muore Aristotele Onassis e da quel momento comincia ad appassire anche Maria. Senza pi\u00f9 la musica, stella polare della sua esistenza, gli ultimi anni della sua vita sono adombrati da un profondo abbandono, in cui resta a lungo sola nelle sue stanze e si aggira per le strade come un fantasma, preda dell\u2019insonnia e dei pensieri che la attanagliano. Altri lutti scuotono la sua esistenza: l\u2019amato padre, Serafin, Pasolini, Visconti.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Scompare improvvisamente la sera del 16 settembre del 1977 per una crisi cardiaca a soli 53 anni. Lo sgomento per la perdita dell\u2019artista risuona su scala mondiale e riempie le cronache televisive e giornalistiche. Come da suo desiderio, espresso alla fidata domestica Bruna, i suoi resti vengono sparsi nel Mar Egeo, nei pressi di Capo Sunio, affinch\u00e9 Maria possa <em>\u201cabbracciare il suo Aristo attraverso il mare\u201d<\/em> in un\u2019unione eterna che le \u00e8 stata negata in vita.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/19.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Mattino<\/em>, 17 settembre 1977<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Parlare di Maria Callas non \u00e8 semplice, tanto si \u00e8 scritto e proiettato, decine di libri sono stati pubblicati e migliaia di immagini rubate alla scena e alla sua vita privata.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">Tra le varie trasposizioni cinematografiche della storia della cantante, merita di essere nominata quanto meno la pellicola <em>Callas Forever<\/em>, diretto dall\u2019intimo amico Franco Zeffirelli, scenografo anche del suo ultimo spettacolo al Covent Garden. La sua intenzione, nel ricostruire gli ultimi giorni della vita di Maria, \u00e8 quella di mostrare la donna oltre l\u2019artista, la sua sofferenza e solitudine, affidando a Fanny Ardant l\u2019arduo compito d\u2019interpretarne il ruolo.<\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/20.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Corriere della Sera<\/em>, 17 settembre 2002<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]\r\n<div style=\"text-align: justify;\">La figura di Maria Callas ha affascinato da sempre non solo per l\u2019indiscusso ed eccezionale talento, ma anche per le singolari vicende personali che l\u2019hanno resa protagonista di una contemporanea tragedia greca. \u00a0Generazioni di futuri cantanti liriche, come ha osservato il direttore d\u2019orchestra Leonard Bernstein, di amatori e di frequentatori dell\u2019opera avranno sempre Maria Callas come modello cui ispirarsi, cui ambire, da considerare come spartiacque nella storia della lirica: ella ha compreso che il vero senso dell\u2019opera non \u00e8 soltanto il belcanto, ma anche il dramma: con lei le parole s\u2019incarnano nelle note e prendono forma attraverso le sue interpretazioni.<\/div>\r\n<div style=\"text-align: justify;\">La sua voce, cos\u00ec come il desiderio, sono stati il suo dono e il suo tormento, irrequieti e sfuggenti al suo controllo; le emozioni che hanno reso la sua voce cos\u00ec meravigliosa la esaltavano e inabissavano al tempo stesso. L\u2019immagine che restituisce \u00e8 quella di una sacra vestale dedicata alla sua arte che, travalicando i confini tra teatralit\u00e0 e realt\u00e0, <em>\u201cvisse d\u2019arte, visse d\u2019amore\u201d.<\/em><\/div>\r\n[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;]<div class=\"image_with_text center\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/21.jpg\" alt=\"\" \/><h5 ><\/h5><span style=\"margin:0;\" class=\"separator transparent\"><\/span>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt;\"><em>Il Mattino<\/em>, 17 dicembre 1977<\/span><\/p>\r\n\r\n<\/div>[vc_empty_space height=&#8221;35px&#8221; image_repeat=&#8221;no-repeat&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; oblique_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text] Il 2 dicembre si celebrano i 100 anni dalla nascita della Divina, cantante e attrice ineguagliata, che con le sue interpretazioni ha cambiato il volto dell\u2019opera, riportando sul palcoscenico il dramma, riconciliando la recitazione al bel canto,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-12827","page","type-page","status-publish","hentry"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>MARIA CALLAS. 100 ANNI DEL MITO - Archivio Storico Banco di Napoli<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.fondazionebanconapoli.it\/archivio\/maria-callas-100-anni-del-mito\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"MARIA CALLAS. 100 ANNI DEL MITO - Archivio Storico Banco di Napoli\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"[vc_row row_type=&#8221;row&#8221; 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